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Il diritto penale è un ramo del diritto pubblico interno. Lo Stato vieta alcune condotte per mezzo di una sanzione che si pone a tutela dei valori fondamentali. Il diritto penale è la pena che distingue il reato, ovvero l’illecito penale, dall’illecito civile e dall’illecito amministrativo. È la pena dunque che discerne la norma penale da quella civile e amministrativa (la pena è la sanzione tipica della violazione di un precetto penale).

Il diritto penale è diviso in tre elementi: fatto, personalità, conseguenze. Per fatto si intende l'oggettività del diritto penale mentre per personalità si indica il momento illuminante del diritto penale. Le conseguenze sono le sanzioni che seguono la violazione della norma penale. L’ordinamento penale italiano prevede una serie di norme che delineano i limiti dell'applicazione della legge.

Quali sono le fonti del diritto penale

Sono fonti del diritto penale i fatti o gli atti che generano le norme del diritto penale. Nell’ordinamento italiano le fonti del diritto penale sono la Costituzione, il Codice Penale e le Leggi speciali. Il diritto penale è dunque fondato su quattro principi fondamentali: Principio di legalità, Principio di materialità, Principio di offensività e Principio di colpevolezza.

Urgente la riforma della giustizia penale

Una riforma della giustizia penale è quanto mai da sperare nel sistema Italia. A dirlo non sono tutte quelle persone che non apprezzano il lavoro della magistratura, visto che queste parole arrivano da Giorgio Santacroce, Primo presidente della Cassazione, pronunciate all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Santacroce ha ribadito il concetto dell’inutilità di riforme a costo zero, perchè non hanno effetti immediati sulla rapidità dei processi e sul lavoro da snellire nei Tribunali. Il numero di processi è talmente alto che si arriva poi alla prescrizione o a tempi dibattimentali troppo lunghi.

Come ipotizzato da Santacroce, alla Suprema Corte di Cassazione servirebbe una grossa cura dimagrante per snellire tutti i processi, che presupponendo un anno zero, avrebbero bisogno di almeno tre anni per vedere tutti la parola “fine” per ogni singolo dibattimento. Un periodo enorme, che fa perdere fiducia nella giustizia da parte dei cittadini, concetto confermato dallo stesso Santacroce, il quale afferma che seppure la situazione generale nell’ambito penale sia leggermente migliorata, tuttavia permane un senso di scetticismo da parte della collettività.

A questo riguardo, è quanto più auspicabile una riforma sia della materia civile che penale, in modo da portare a una sorta di selezione più dura che possa incrementare il livello d’efficienza della giustizia in Italia. Una comunità che non ha fiducia nella giustizia perde la speranza nell’intero sistema Paese, perchè se le maglie della giustizia sono più larghe, non si avranno mai pene certe e sicure. L’Italia purtroppo negli ultimi anni è stata attraversata da molti scandali, che hanno colpito indifferentemente politici, addetti all’amministrazione pubblica, imprenditori e finanzieri ma quasi mai abbiamo sentito sentenze storiche. E questo viene percepito anche all’estero dove i delinquenti trovano terreno fertile nel Bel Paese piuttosto che altrove. Una situazione d’allarme e da ribaltare completamente: chi sbaglia deve pagare, questo deve essere il senso della riforma della giustizia. Le troppe attenuanti concesse in Italia, con la prescrizione che più di una volta ha salvato gli imputati, non sono più ammesse se davvero la Penisola vuole cambiare marcia.

 

Autore: Enrico Mainero LinkedIn

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Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).