Occorre stabilire un’importante differenza tra il matrimoniocivile e quello religioso. È ovvio che tali differenza prendono maggior forma nel momento in cui si parla di Divorzio e di annullamento del matrimonio. Vanno considerati i fattori che determinano la persistenza e dunque l’annullabilità dei vari tipi di matrimonio. Vediamo dunque quali sono queste differenze, analizzando in particolare la situazione per quel che riguarda il rito religioso.

Il matrimonioreligioso persiste finché non ne venga sentenziata la nullità dal tribunale ecclesiastico. Il divorzio dunque, per la Religione, non è rilevante e incide solamente sugli effetti civili del rito stesso (per la Chiesa il vincolo religioso dura fino alla morte dei coniugi).

Questo viene fatto quando si vuole sciogliere un sacramento già valido, al contrario dell’annullamento che viene concesso quando fin dall’inizio non possiede le caratteristiche di validità. La differenza sostanziale è che con l’annullamento del matrimonio si ha la cancellazione del vincolo coniugale, vale a dire paragonarlo alla sua non esecuzione.
Il sacramento religioso può essere essere dichiarato nullo sia dal tribunale civile sia da quello ecclesiastico, la Sacra Rota.

Motivi per la richiesta di annullamento religioso

Per ottenere lo scioglimento del proprio matrimonio devono sussistere valide e documentate motivazioni, o capi di nullità, elencate di seguito:

  • mancanza di consenso al matrimonio da parte di uno dei coniugi o di entrambi;
  • insufficiente uso di ragione e cause di natura psichica;
  • non osservanza di una delle finalità essenziali del matrimonio religioso, nei termini procreazione, fedeltà, indissolubilità del vincolo;
  • errore sulla persona del coniuge;
  • violenza fisica;
  • impotenza nel rapporto sessuale dell’uno o dell’altra parte. Tranne la sterilità;
  • nozze non consumate, ovvero non aver avuto un rapporto sessuale completo.

Conseguenze di un matrimonio nullo

Per la Chiesa dunque un matrimonio contratto con il solo rito civile è un matrimonio nullo (i coniugi sono esaminati nell’ordinamento canonico come concubini).

Da sottolineare che tutti coloro i quali divorziano acquisiscono lo stato libero e possono contrarre un nuovo sacramento valido agli effetti civili. A questo punto è bene sottolineare quanto segue:

· la donna, con l’annullamento del rito religioso e civile, perde il cognome del marito (il Tribunale può permetterle anche di conservarlo; questa decisione può essere cambiata con successiva sentenza, per motivi di particolare gravità)

· i divorziati perdono qualsiasi diritto in tema di eredità

· il tribunale può stabilire dunque un assegno divorzile a favore di uno dei due ex coniugi

· nel momento in cui il divorziato beneficiario di assegno versa in stato di bisogno, è previsto un assegno supplementare da versare ad intervallo regolare a suo favore a carico dell’eredità (il Tribunale assegnerà questo assegno prendendo in considerazione l’importo delle somme percepite, il numero degli eredi e le loro condizioni economiche).

A chi rivolgersi, tempi e costi

I coniugi che vogliano richiedere l’annullamento del proprio matrimonio devono rivolgersi ad un avvocato rotale, cioè in possesso di un’abilitazione e una specializzazione specifica in Diritto Canonico. E’ prevista la possibilità che sia una sola delle due parti ad avanzare la richiesta.
Il procedimento si svolge in due momenti:

  • presentazione dell’istanza al tribunale ecclesiastico competente, vale a dire del domicilio; in questo grado avviene la raccolta di tutti gli elementi di prova da parte di un collegio giudicante e l’interrogazione dei coniugi in separata sede, nonché dei testimoni;
  • se la richiesta è considerata valida, si prosegue con il secondo grado di appello in cui viene revisionato tutto il processo. Se si riconoscono validi i motivi, allora il rito viene dichiarato nullo.

Il tempo minimo di espletamento di tutto il processo è di circa due anni, ma può variare in base a dove viene presentata l’istanza.
Per quanto riguarda i costi, si deve pagare una somma di 525 euro al Tribunale ecclesiastico e, a parte, l’onorario dell’avvocato. Questo è stabilito dalla Conferenza Episcopale Italiana in un range compresso i 1575 euro e i 2992 euro, a cui si sommano le spese fiscali ed eventuali supplementi.

Cosa prevede il Defense Marriage Act

Dopo le dichiarazioni di Obama legate al futuro dei matrimoni fra coppie omosessuali, anche la corte di appello degli Stati Uniti si pronuncia a favore dei diritti di questi ultimi. In una recente sentenza, infatti, è stata dichiarata l'incostituzionalità del divieto, per le coppie omosessuali, di godere dei benefici previsti dal Defense Marriage Act.

La corte d'appello di Boston ha emesso una sentenza, a parere di molti, rivoluzionaria per quanto riguarda il tabù dei diritti delle coppie gay. I tre giudici, infatti, hanno ritenuto incostituzionale questa legge federale dell'epoca clintoniana. Secondo tale legge, viene definito come matrimonio la sola unione fra uomo e donna, e a partire da tale definizione limitativa, si vanno a garantire una serie di diritti esclusivamente a coniugi dello stesso sesso.

Questo significa che le coppie omosessuali vengono private di una serie di privilegi, quali la possibilità di effettuare una dichiarazione congiunta dei redditi. Inoltre, sempre secondo la corte di Boston, il decreto va ad interferire con la possibilità da parte dei singoli stati, di legiferare autonomamente in materia di matrimoni.

defense marriage act

La questione sarà presto dibattuta sul tavolo della Corte Suprema degli Stati Uniti, aggiungendo un tassello importante alla risoluzione della questione dei matrimoni gay, attualmente legali sono in 8 stati degli USA.

Defense Marriage Act e diritti delle coppie gay

Una riformulazione del Defense Marriage Act in senso meno discriminatorio verso gli omosessuali andrà sicuramente a inasprire i toni della campagna elettorale: il tema dei matrimoni gay sembra infatti essere l'ago della bilancia delle prossime elezioni. La corrente di destra, infatti, trova appoggio nei difensori dei matrimoni tradizionali, Chiesa cattolica in primis, rifiutando categoricamente un'apertura in tal senso. Di tutt'altro approccio la corrente democratica, favorevole a riconoscere da un punto di vista legale i matrimoni soggetti ancora ad una discriminazione altamente incostituzionale.

Vedremo come andrà avanti il processo di legalizzazione delle coppie omosessuali e se le dichiarazioni dei democratici non siano solo un comodo appiglio per guadagnare i voti di migliaia di persone in cerca di vedere i propri diritti riconosciuti non solo in alcuni stati della federazione.

Matrimonio omosessuale

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso, spesso indicato come matrimonio omosessuale o impropriamente matrimonio gay, è l'unione per mezzo dell'istituto del matrimonio tra coniugi del medesimo sesso.

Ciò è consentito dalla legge di alcuni paesi e vietato da altre. L'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso è una delle principali rivendicazioni della militanza omosessuale. Tale richiesta politica nasce dall'esigenza di eliminare dalle legislazioni la disparità di trattamento fra unioni eterosessuali e unioni omosessuali, sul presupposto che il rapporto omosessuale sia una espressione della sessualità e che il diritto al matrimonio sia un diritto inalienabile della persona.

Laddove è aperto alle coppie dello stesso sesso, il matrimonio è talvolta descritto come egualitario in quanto in linea col principio di eguaglianza tra persone, con l'egualitarismo; da qui l'espressione matrimonio egualitario riferita al matrimonio nel suo insieme, accessibile da tutte le coppie a prescindere dal sesso dei contraenti.

Dove è ad oggi consentito?

Al giugno 2015 due persone aventi lo stesso sesso possono accedere all'istituto del matrimonio in 21 nazioni: Spagna, Francia, Regno Unito (tranne l'Irlanda del Nord), Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca (compresa la Groenlandia dal 2015), Finlandia (a inizio 2017 le prime celebrazioni), Islanda, Norvegia, Svezia, Irlanda, Stati Uniti (in tutti gli Stati della federazione e il distretto federale di Washington, DC), Canada, Messico (nella capitale e in due Stati della federazione), Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica e Nuova Zelanda.

Inoltre a Malta, in Israele e nelle nazioni caraibiche di Aruba, Curaçao e Sint Maarten, pur non essendo consentito alle persone aventi lo stesso sesso di accedere all'istituto del matrimonio, vengono registrati i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati altrove.

In vari paesi si può accedere a ufficializzazioni diverse dalle nozze; le persone omosessuali, aventi o meno la possibilità di contrarre matrimonio, hanno spesso accesso a questa tipologia di unioni civili.


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