Multe per eccesso di velocità: ecco una guida imperdibile

Le sanzioni e le relativo multe per eccesso di velocità, in seguito alle modifiche portate al codice della strada nell'estate del 2010, vanno a farsi più severe.

Le multe per eccesso di velocità, per chi supera il limite imposto dalla legge o indicato dai cartelli stradali, variano la loro severità anche a seconda di quanto si è superato il limite stesso.

Eccesso di velocità

L’articolo che regola i limiti di velocità da rispettare e le sanzioni è il n. 142 del Codice della Strada (o Cds). Nello specifico, le indicazioni vengono fornite dai comma 7, 8, 9 e 9bis, i quali sono molto chiari nel definire gli importi delle multe. Dal 1° gennaio 2015, sono entrate in vigore le nuove disposizioni in merito, valide per due anni.

In base all’entità della violazione, sono stati decisi i seguenti importi minimi:

Fino a 10 km/h

Per chi supera il limite entro i 10 km/h sarà tenuto a pagare una somma di 41 euro con un aumento di circa il 30% se l’infrazione viene effettuata in orario notturno (dalle ore 22 alle ore 7). In questo caso non vengono decurtati i punti dalla patente.

11-40 km/h

Pertanto, la multa per eccesso di velocità compreso fra 11 e 40 km/h, porta ad una sanzione monetaria di 169 euro e non solo: infatti vengono detratti tre punti patente. Solo per questo caso si tratta effettivamente di una pena alleggerita rispetto al passato.

40-60 km/h

Una multa per eccesso di velocità compreso fra 40 e 60 km/h, invece, prevede la sottrazione di sei punti patente invece dei dieci precedenti, ma la sanzione pecuniaria invece sale a 531 euro rispetto ai 370 precedenti.
A questo va ad aggiungersi la sospensione della patente da uno a tre mesi più l'inibizione alla guida del veicolo nella fascia oraria che va dalle 22 alle 7.

Oltre 60 km/h

Una multa per eccesso di velocità oltre i 60 km/h porta alla sottrazione di 10 punti patenti e alla sanziono monetaria pari a 828 euro. Inoltre, è prevista la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Inoltre, nel caso in cui si viene multati una seconda volta per violazione di questo comma, si subisce la revoca della patente.

Le somme appena indicate si riferiscono alle infrazioni occorse durante l’orario diurno, vale a dire, dalle 7 del mattino alle 22 della sera. Dopo questo orario vengono applicati i nuovi importi maggiorati del 30%, ad esempio: violazione del comma 9, la multa è di 708 euro, mentre per il comma 9bis si arriva a dover pagare anche 1104 euro.
Se il pagamento della multa viene effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o notifica del verbale, il codice prevede una riduzione del 30% della somma.

Neopatentati

Per quanto riguarda i patentati da meno di tre anni, esistono dei limiti di velocità ad hoc: 100 km/h su autostrada e 90 km/h su strade extraurbane principali.
Chi non rispetta questi limiti avrà una multa per eccesso di velocità con sanzione di 160 euro e sospensione della patente da due a otto mesi, che vanno ad aggiungersi alle sanzioni viste precedentemente.

Inoltre, la sottrazione dei punti patente è raddoppiata rispetto a quanto previsto dalle norme precedenti.

Limiti di velocità di riferimento

Il Codice della Strada impone che, sulle strade italiane, bisogna rispettare determinati limiti di velocità “ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana”. In sintesi, questi limiti vengono fissati, in base al tipo di strada, in:

  • in autostrada: 130 km/h. In caso di condizioni metereologiche difficili, il limite è di 110 km/h;
  • strade extraurbane principali: in genere 110 km/h, ma 90 per maltempo;
  • strade extraurbane secondarie e locali: 90 km/h;
  • città e centri abitati: limite di 50 km/h, a volte di 70 opportunamente segnalato.

Rilevazioni delle violazioni

La misurazione della velocità e l’eventuale rilevazione del superamento dei limiti imposti viene effettuato tramite un’apparecchiatura elettronica fissa o mobile, l’autovelox. Questi vengono posti su strade principali e autostrade oppure in base ad esigenze stradali specifiche, ad esempio per servizi di controllo straordinari.
La posizione degli autovelox non è un mistero in quanto quelli fissi sono segnalati da cartelli ben visibili, mentre per quelli mobili sono indicati ogni settimana e per conoscerli è sufficiente collegarsi al sito della Polizia di Stato.

Le multe da autovelox

Quanti automobilisti si sono accorti di quella scatoletta troppo tardi per frenare senza causare incidenti, rassegnandosi ad una salata multa da autovelox ancor prima di averla effettivamente presa? Ebbene è possibile che pagamento e punti persi si sarebbero potuti evitare. Da casa.

Quando l’autovelox è valido

La cassazione ha stabilito che una multa da autovelox si considera regolare solo se l’apparecchio elettronico è preceduto da un cartello che ne indichi la presenza, annullando di conseguenza quelle non segnalate. L’avvertenza deve essere posta ad almeno un chilometro di distanza e ad ogni incrocio principale. In caso di irregolarità sarà possibile fare ricorso. Oltre a verificare la segnaletica, ci sono gli estremi per un ricorso se il verbale della multa da autovelox omette uno dei seguenti dati:

  • il tipo di apparecchio utilizzato completo di omologazione ministeriale;
  • il livello di tollerabilità del misuratore;
  • la verifica delle sue funzionalità;
  • le modalità del suo utilizzo;
  • l’indicazione del Prefetto circa le strade dove la procedura automatizzata sostituisce le pattuglie.

Procedura per il ricorso

L’automobilista che volesse presentare ricorso ha diritto a farlo davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni dall’arrivo della notifica o 60 giorni volendo ricorrere al Prefetto. In caso si optasse per la seconda via, è bene sapere che, in caso di rigetto del ricorso, la sanzione viene raddoppiata.
Il ricorso per la multa da autovelox deve essere presentato in carta libera con raccomandata con ricevuta di ritorno, entro e non oltre i termini previsti, pena la sua non validità.

Ricorsi più difficili per gli automobilisti

Brutte notizie per gli automobilisti. Secondo una recente sentenza della Corte della Cassazione, è sufficiente nel verbale redatto dalle autorità indicare solo i dati del decreto prefettizio senza neanche allegarlo. Scompare quindi la contestazione secondo la quale ogni sanzione dovrebbe essere contestata immediatamente al trasgressore, ossia che in passato molti Giudici di Pace annullavano i verbali perchè non era descritta la ragione per cui il Prefetto aveva dato ordinanza che in quella specifica strada non si poteva fermare all’istante la vettura per la pericolosità della strada stessa. Nell’analizzare il caso bisogna tuttavia trovare un punto d’equilibrio tra la necessità di dare una sicurezza stradale e dall’altra di non far apparire l’autovelox solo come uno strumento in dote ai Comuni per far cassa.

Quest’ultimo fattore sarebbe infatti un cattivo scherzo ai conducenti e sarebbe un segnale contrario rispetto all’installazione di questi dispositivi, nati soprattutto per l’esigenza di dare un controllo alla velocità delle macchine, che in alcuni casi sfrecciano nelle vie cittadine con un livello di pericolosità altissimo soprattutto per tutti gli altri conducenti, che alcune volte si sono trovati in mezzo ad incidenti mortali senza colpe. Da rivedere poi il sistema in alcuni casi, come la sanzione erogata per aver superato il limite di velocità ma sempre stando entro una soglia ragionevole (le cosiddette multe per 60 km/h).

Lo street control

Una sorta di evoluzione dell’autovelox è lo street control, montato sopra le volanti per multare chi sosta in doppia fila. Le vetture della polizia infatti girano in mezzo al traffico con questo speciale dispositivo che rileva le infrazioni delle macchine intorno. Nato per punire la sosta selvaggia, in realtà lo strumento potrebbe rivelarsi un boomerang per i migliaia di ricorsi che potrebbero partire visto che la sanzione in questione deve prima essere contestata al conducente, e solo se quest’ultimo non si trova nei pressi della sua automobile allora è possibile inviare il verbale a casa. Un dispositivo forse troppo invasivo per i cittadini, che nel centro urbano già devono combattere con un traffico infinito, slalom tra le buche non riparate e parcheggi molto difficili da trovare.



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Le varie tipologie di sanzioni del codice della strada

Il 30 luglio del 2010 è stato modificato ulteriormente il codice stradale. Fra le varie norme restrittive introdotte, è bene sottolineare quelle relative a chi provoca incidenti stradali e ad esempio non soccorre i feriti.

Esistono infatti sanzioni del codice della strada che puniscono in maniera molto severa i trasgressori e che vanno a disciplinare di fatto il comportamento in caso di incidente. Incorre in sanzioni del codice della strada chi si comporta in modo tale da non prestare soccorso e non salvaguarda la sicurezza della circolazione in seguito ad incidente provocato.

Fra le altre sanzioni relative al codice della strada introdotte nel 2010, vi è anche l'obbligo di prestare soccorso, in caso di investimento, agli animali domestici, pena una multa dai 389 ai 1559 euro.

Sospensione patente

Queste sono le sanzioni previste dal codice della strada che determinano la sospensione della patente di guida:

  • da 15 giorni a 2 mesi, per chi causa danni solo alle cose;
  • fino a 3 anni, per lesioni alle persone;
  • da 1 anno e 6 mesi, fino a 5 anni, nel caso di omissione di soccorso.

Reclusione

Vi è rischio di reclusione, invece, per le seguenti sanzioni del codice della strada

  • da 3 mesi a 3 anni, chi provoca danni alle persone;
  • da 1 a 3 anni, in caso di omissione di soccorso.

Qualora il conducente che abbia provocato un incidente addirittura mortale, provi a prestare soccorso e a rendersi disponibile alle forze dell'ordine, non è soggetto ad arresto. Infatti, secondo le sanzioni del codice della strada, l'arresto è legato ala guida in stato di ebbrezza da alcool o sostanze stupefacenti.

Sanzioni di tipo amministrativo pecuniario

Per quanto riguarda le sanzioni amministrative pecuniarie bisogna che sia stato commesso un illecito amministrativo che ha appunto come conseguenza quella di precedere al pagamento di una certa somma di denaro stabilita dalla legge. Insieme alla sanzione amministrativa pecuniaria può anche essere presente una sanzione “accessoria” come per esempio la sospensione della patente oppure la revoca, dei documenti di circolazione eccetera.

Per ogni illecito che viene commesso, la norma prevede che la sanzione abbia un minimo e un massimo. La legge però, salvo alcuni casi in cui questo è vietato, consente sempre il pagamento in misura ridotta, ossia colui che ha commesso la trasgressione, deve pagare la sanzione nella sua forma più bassa, quindi pagherà il minimo edittale.

Il pagamento della sanzione deve avvenire entro i 60 giorni dalla contestazione o dal giorno in cui si riceve la notifica di pagamento. Il pagamento deve avvenire tramite versamento diretto presso l’ufficio dal quale dipende colui che ha accertato l’illecito, oppure tramite conto corrente postale o bancario se ammesso dall’amministrazione.

Se il pagamento non avviene entro i termini l’articolo 206 del codice della strada prevede:

  • Se il pagamento non è effettuato nei termini previsti dagli articoli 202 e 204, salvo quanto disposto dall'ultimo comma dell'art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria è regolata dall'art. 27 della stessa legge 24 novembre 1981, n. 689.
  • I ruoli per i titoli esecutivi, i cui proventi spettano allo Stato, sono predisposti dal prefetto competente per territorio della commessa violazione.

 
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