Nell'ambito delle imposte cui è soggetto il cittadino italiano, è bene essere a conoscenza di tutte quelle che gravano ogni anno sul reddito del contribuente. Fra le imposte dirette, ovvero quelle che gravano in maniera diretta sulla ricchezza del contribuente, troviamo le seguenti: IRPEF, IRES, IRAP, ICI, imposta sostitutiva su interessi e proventi da obbligazioni.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste l'IRES.

IRES (Imposta sul reddito delle società)

L'IRES sta per Imposta sul reddito delle società. Si tratta di una imposta proporzionale e personale che ha una aliquota pari al 33%.

Un altro tipo di soggetti sottoposti sono gli enti pubblici e privati e i trust che risiedono nei confini dello Stato e che si occupano principalmente di attività commerciali e non.

Anche le società e gli enti, di qualsiasi tipo e tutti i tipi di trust dotati o meno di personalità giuridica ma non residenti nei confini dello stato italiano, sono soggetti ad IRES.

Cos'è e come nasce questa imposta

Viene applicato in maniera diretta al reddito d'impresa, sempre che non si tratti di enti non commerciali, e deve seguire particolari norme in caso di tassazione per trasparenza o per il consolidato fiscale.

Incostituzionalità della Robin Tax

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 9 del 11 febbraio 2015, ha dichiarato illegittima la legge n.133 del 6 agosto 2008 e successive modifiche, inerenti all’imposta IRES per le società petrolifere ed energetiche. Secondo quanto era stato stabilito per legge, la Robin Tax prevedeva un aggravio dell’IRES per le società che lavoravano nell’ambito energetico, petrolifero e del gas e che avessero ottenuto un ricavo, nell’annualità precedente, superiore alla somma di 25 milioni di euro. La sentenza decorre dal giorno dopo la pronuncia della Corte Costituzionale e non ha quindi valore retroattivo.

Dopo questa sentenza, il nuovo Governo (ricordiamo che all’epoca dei fatti il Premier era Berlusconi e il Ministro delle Finanze Tremonti) dovrà trovare vie alternative per reperire le risorse che non arriveranno più da quest’imposta. Si è calcolato, infatti, che nel biennio 2011-2012, l’incasso per lo Stato era stato vicino ai 3 miliardi di euro. Una cifra notevole, che adesso verrà a mancare nelle casse dello Stato. Ultimamente, l’incasso era sceso come gettito perchè era stata modificata l’aliquota di riferimento: dapprima era passata dal 5% al 10%, per poi scendere intorno al 6.5% nell’ultimo anno. La questione era stata posta dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia con la stessa Autorità per l’Energia che aveva paventato come un aggravio si potesse poi ripercuotere sull’ultimo elemento della filiera, ossia i cittadini consumatori.

La cancellazione di questa tassa, la Robin Tax, secondo alcuni analisti, potrebbe comportare un aumento degli utili per le società di questo settore stimato intorno al 10%. Una buona notizia per questi soggetti che possono cominciare di nuovo a pensare a delle strategie economiche importanti grazie ai soldi che non verranno più vincolati al pagamento delle tasse all’erario.
La Corte Costituzionale ha spiegato la non retroattività della norma con il fatto che togliere dalle casse dello Stato una somma così ingente, dopo che lo stesso Governo aveva trovato degli accordi con l’Unione Europea sul bilancio, avrebbe provocato danni importanti per l’esecutivo, visto che sarebbe stato privato di una perdita consistente da inserire sul rendiconto economico.





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