La Pubblica Amministrazione realizza gli obiettivi definiti in sede politica attraverso l’utilizzo di specifici apparati burocratici. I suoi fini corrispondono con quelli giuridici e sociali dello Stato. Per questo esiste il decentramento amministrativo.

I fini sociali di questo sistema sono l’insieme dei beni necessari per accontentare i bisogni umani ed lo sviluppo della qualità della vita dei cittadini. Di conseguenza i bisogni dei cittadini sono sanati dagli organi più vicini (Regione, Provincia o Comune).

Gli obiettivi del decentramento amministrativo

La Pubblica Amministrazione in senso soggettivo, a seconda che lo Stato insegua i suoi fini direttamente o attraverso degli enti pubblici territoriali, si definisce:

  • Statale o Diretta
  • Non Statale o Indiretta composta da Regioni, Province e Comuni

La Pubblica Amministrazione Statale è a sua volta divisa in Centrale e Periferica, a seconda che operi su scala nazionale o locale. Di qui la parola Decentramento Amministrativo.

La Pubblica Amministrazione ha competenza su tutto il territorio nazionale ed è composta da 3 organi:

  • organi attivi
  • organi consultivi (consiglio di Stato, avvocatura di Stato, CNEL e Conferenza Stato- Regioni)
  • organi con funzione di controllo

La Pubblica Amministrazione Periferica (organo fondamentale per il decentramento amministrativo) ha invece competenza solo su alcune parti di territorio. E’ composta da alcuni organi che si spartiscono dunque il decentramento:

  • Prefetto nominato dal Ministro degli Interni
  • Sindaci

La PA è composta da Regioni, Province e Comuni ed ha elementi costitutivi uguali allo Stato: territorio, popolazione e sovranità. Gli organi che la compongono sono:

  • Un Consiglio eletto dai cittadini, con poteri deliberativi
  • Una giunta, nominata dal Presidente
  • Un Presidente di giunta che riveste il ruolo di premier dell’Ente locale.

Le basi costituzionali dell’organizzazione italiana

Fin dalla fondazione della Repubblica Italiana, i padri costituenti avevano stabilito il principio della distribuzione dei poteri e delle funzioni tra i vari soggetti e organi dell’amministrazione pubblica. Nella Costituzione, è l’art. 5 ha esporre il principio del decentramento amministrativo in questi termini: “la Repubblica italiana, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali e attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.
A questo segue l’art. 114 in cui si afferma che la Repubblica è formata da Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni (riconosciuti come enti autonomi aventi statuti propri, poteri e funzioni in base ai principi della Costituzione) e dallo Stato.
Alla luce di quanto appena esposto, possiamo notare come il principio unità e indivisibilità della Repubblica coesista fin dal principio con quello del decentramento e della promozione delle autonomie locali.

Potrebbe sembrare un controsenso ma, l’obiettivo era quello di garantire una efficienza amministrativa nel limite dell’ambito territoriale in cui ogni Ente può agire.
Così si facendo si è voluto promuovere la vicinanza tra i servizi e le funzioni statali, presenti su tutto il territorio nazionale, e i cittadini. Si tratta di autonomie locali che agiscono secondo i principi della Costituzione e nello stesso tempo possono avere un indirizzo politico-amministrativo diverso da quello dello Stato.

Il principio di sussidiarietà

In riferimento alle autonomie locali, l’art. 118, co. 1, Cost., stabilisce che “le funzioni amministrative sono attribuite attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”.
Dei tre principi menzionati, quello di sussidiarietà è diventato un principio della Costituzione con la riforma costituzionale n. 3/2001.
La sussidiarietà dei Comuni è di tipo verticale, gli spettano le funzioni amministrative perché è l’organo più vicino ai cittadini e rappresenta meglio gli interessi della collettività. Province, Regioni e Stato possono intervenire solo nel caso in cui le funzioni del comune non vengano esercitate in maniera adeguata.

Il federalismo amministrativo

Si è cominciato a discutere di federalismo amministrativo già alla fine degli anni ’70 sull’esperienza delle regioni autonome e a statuto speciale e con l’introduzione delle prime misure intese alla regionalizzazione del territorio italiano. Il processo di decentramento non si è esaurito con i provvedimenti singoli compiuti nei successivi trenta anni, poiché una fase decisiva verso il federalismo amministrativo si è avuta nel 1997 con la riforma Bassanini – l’allora ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali. La riforma prevedeva il trasferimento a regioni ed enti locali di tutte le funzioni e le competenze amministrative relative alla cura e promozione degli interessi per lo sviluppo delle singole comunità. Rispetto ai precedenti tentativi, la riforma introduce principi e criteri nuovi come il principio di sussidiarietà (citato nel paragrafo precedente) e la cooperazione alla responsabilità. Le criticità emerse dall’attuazione di questa modalità di federalismo si sono rivelate negli anni successivi e in modo significativo relativamente al piano delle risorse  (per esempio la redistribuzione dei trasferimenti e delle risorse alle regioni in base alle esigenze espresse), sul piano della gestione e competenze delle risorse umane (i protocolli di mobilità differenti, controlli e avvallamenti di nuove infrastrutture), nonché sul piano degli strumenti di collaborazione tra il Governo centrale e le regioni (la conferenza Stato-Regioni e la conferenza Stato-Città e autonomie locali).

federalismo

La riforma costituzionale del 1999

A due anni dall’approvazione del federalismo amministrativo, nel 1999 si approva a larga maggioranza la riforma costituzionale che prevede l’elezione diretta del Presidente di Regione e ne rafforza l’autonomia statutaria. Il sistema riprende e combina elementi costitutivi della forma del governo presidenziale – sulla falsa riga del prototipo statunitense, per esempio – ed elementi della forma di governo parlamentare. Dal modello presidenziale viene adottata la formula dell’elezione diretta del presidente di regione a suffragio universale e diretto, mentre mutua dal sistema parlamentare il meccanismo della “fiducia” tra esecutivo e assemblea, per cui il Consiglio regionale può sempre valersi dello strumento delle mozioni di sfiducia nei confronti del presidente eletto. L’elemento innovativo introdotto dalla legge è la cessazione di tutti gli organi di governo alla cessazione o caduta del Presidente o del consiglio regionale, secondo il principio per cui insieme si svolge il mandato e insieme si conclude il mandato indipendentemente dalle cause che ne determinano la fine (sia di carattere fisico o personale che di ordine amministrativo).

La riforma del titolo V

La legge costituzionale del 1999 ha, di fatto, rafforzato le regioni e instaurato un reale decentramento dal Governo centrale per molti aspetti. Con la riforma del Titolo V nel 2001, le Regioni acquisiscono nuovi compiti e una nuova collocazione nell’ambito delle istituzioni della Repubblica. Il fattore più importante è il passaggio alla competenza legislativa, ovvero spetta alle Regioni la titolarità della potestà legislativa generale in tutte quelle materie non espressamente normate o definite dalla Costituzione. Con la riforma del 2001, si raggiunge l’autonomia legislativa delle Regioni, per cui ognuno – in base alle peculiarità del territorio – può legiferare conformemente alle esigenze. Allo Stato centrale appartiene la determinazione dei principi basilari e degli ambiti generali di applicazione della normativa come per esempio nell’ambito dell’istruzione, della tutela della salute, la difesa e il governo del territorio, le grandi infrastrutture, il trasporto e i mezzi di comunicazione, la distribuzione dell’energia a livello nazionale. Questa forma di decentramento amministrativo ha stentato a trovare immediata attuazione e ad entrare a regime e nel momento in cui sembrava sortire i suoi benefici, è sopraggiunta la crisi finanziaria del 2010 che è andata a ledere anche il federalismo fiscale che si stava delineando, imponendo la necessità di gestione di determinate emergenze a livello nazionale. In ogni caso, l’istituto del federalismo è vigente indipendentemente da come viene effettivamente attuato nella prassi.

 





Potrebbe interessarti

Copyright web: come si applica rispetto al diritto d'autore

Scrivere contenuti per i siti internet può essere molto soddisfacente, in quanto è un modo completamente gratuito per esprimere le proprie idee ad un pubblico vasto e spesso sconosciuto.

Leggi tutto...

Modulo per la disdetta di Mediaset Premium: annullare l'abbonamento

immagine per modulo disdetta mediaset premium

Molte sono oggi le persone che si interessano al mondo dell’intrattenimento telematico e si fanno intestatarie di un abbonamento a Mediaset Premium, uno dei più grandi servizi di intrattenimento TV maggiormente gettonati ad oggi, Mediaset Premium offre una vasta scelta di servizi, da sempre propone il meglio del calcio, i film più recenti e più acclamati, serie tv seguite in tutto il mondo e ancora tanto intrattenimento per bambini con tantissimi cartoni animati e documentari sugli animali e sulla natura. A volte, però, tocca anche compilare un modulo per la disdetta di Mediaset Premium.

Leggi tutto...

Approvazione della legge di stabilità: come avviene l'iter burocratico?

Approvazione della legge di stabilità

La Legge di Bilancio definisce ogni anno gli obiettivi finanziari da perseguire nel triennio successivo e dalla quale dipendono i conti pubblici. L’approvazione della legge di Bilancio suscita interesse anche nell’Unione Europea e nelle agenzie di rating perché è il momento in cui si capisce quale sarà la direzione economica di un Paese e le prospettive future di crescita e stabilità.

Leggi tutto...

Diritto di Credito: tutte le informazioni di cui hai bisogno

Immagine presente nell'articolo Diritto di Credito: tutte le informazioni di cui hai bisogno

Il Diritto di Credito rappresenta la modulistica che ruota attorno al rapporto di scambio tra due parti, che può concretizzarsi nel trasferimento di potere d’acquisto o di disponibilità contro il pagamento di un interesse. Il credito è dunque lo strumento essenziale per il trasferimento di risorse da chi le detiene a chi non ne ha (ma può impiegarle ottenendo un utile superiore all’interesse pagato). Il cedente diventa così creditore, mentre il cessionario debitore.

Leggi tutto...

Patria potestà: ecco come viene regolamentata a livello genitoriale

patria potestà

Nell'ambito del codice civile, per quanto riguarda il diritto di famiglia, uno dei concetti fondamentali è la cosiddetta potestà genitoriale.

Leggi tutto...

Non bloccare la Pubblicità

Il tuo Browser blocca la nostra pubblicità? Ti chiediamo gentilmente di disattivare questo blocco. Per noi risulta di vitale importanza mostrarti degli spazi pubblicitari. Non ti mostreremo un numero sproporzionato di banner né faremo in modo che la tua esperienza sul nostro sito ne risenta in alcun modo.Ti invitiamo dunque ad aggiungere il nostro sito tra quelli esclusi dal Blocco della tua estensione e a ricaricare la pagina. Grazie!

Ricarica la Pagina

Avviso sul Copyright

I contenuti di questo sito web sono protetti da Copyright. Ti invitiamo gentilmente a non duplicarli e a scriverci a info [@] elamedia.it se hai intenzione di usufruire dei servizi erogati dalla nostra Redazione.

Protected by Copyscape

I più condivisi

Fideiussione bancaria: conoscevi queste informazioni?

Con la fideiussione bancaria un soggetto assicura un'obbligazione altrui, impegnandosi nei confronti del creditore del rapporto obbligatorio. Questo tema è accolto dal codice civile italiano all'art. 1936, ai sensi del quale, in tema di diritto finanziario.

Leggi tutto...

Adempimento dell’obbligazione: come annullare i debiti

Adempimento

L’adempimento dell’obbligazione consiste nell’esecuzione a favore del creditore della prestazione dovuta dal debitore. Quest’ultimo annulla l’obbligazione. L’adempimento deve essere: esatto (fedele a quanto stabilito nel titolo dell’obbligazione), per intero (in linea con le norme dispositive di legge su qualità), nel luogo e nel tempo previsti per l’adempimento dell’obbligazione. La materia è disciplinata dal diritto privato.

Leggi tutto...

Offerta pubblica di acquisto: di cosa stiamo parlando?

Immagine usata nell'articolo Offerta pubblica di acquisto: di cosa stiamo parlando?

In ambito bancario si parla di OPA, ovvero di offerta pubblica di acquisto, quando si procede ad una negoziazione di valori mobiliari mediante cui un soggetto si rivolge senza alcuna mediazione ai portatori di titoli di una società quotata in borsa, detta società bersaglio, per effettuare un'offerta di acquisto di azioni o obbligazioni, oppure per la sottoscrizione di nuovi titoli.

Leggi tutto...

Scadenza della cambiale: come comportarsi?

Una cambiale è un titolo di credito all'ordine: questo significa che chi ne è in possesso, ha il diritto senza condizioni di farsi pagare la somma indicata entro la data di scadenza riportata sul titolo. Prima di vedere cosa succede quando non si rispettano i tempi di scadenza della cambiale, diamo qualche altra informazione generale.

Leggi tutto...

Coefficiente di rivalutazione del TFR: a cosa serve esattamente?

Immagine usata nell'articolo Coefficiente di rivalutazione del TFR: a cosa serve esattamente?

Il trattamento di fine rapporto consiste in una parziale retribuzione del lavoratore subordinato, effettuata dal datore di lavoro e differita alla cessazione del rapporto di lavoro. Al 31 dicembre di ogni anno entra in gioco il calcolo del coefficiente rivalutazione TFR. Bisogna infatti in quella data rivalutare la somma complessivamente accantonata al 31 dicembre dell'anno precedente.

Leggi tutto...

Leggi anche...

CAF UIL Venezia: contatti e informazioni

I servizi principali dei CAF sono la compilazione del modello 730 e delle altre dichiarazioni fiscali, la compilazione dei modelli RED, ISEE e ISEU. Altre funzioni sono legate alla trasmissione telematica di determinati modelli tramite ENTRATEL.

Leggi tutto...

Leggi anche...

Cartella esattoriale Equitalia: scopri come fare per la cancellazione dell'ipoteca!

Aprendo la cassetta della posta, possiamo rischiare l'infarto trovandoci di fronte una cartella esattoriale Equitalia. Riprendiamo il fiato, perchè a quanto pare, una cartella inviata per posta può considerarsi tranquillamente nulla: infatti la Sent. CTP di Milano, 75/26/11 della Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha stabilito la nullità di una cartella Equitalia inviata per posta raccomandata, in quanto tali atti devono essere notificati da figure giuridicamente preposte a tale incarico.

Leggi tutto...

Leggi anche...

Impignorabilità allo stipendio: informazioni e dettagli sull'argomento

Nella scelta dei beni su cui effettuare il pignoramento mobiliare, vanno esclusi alcuni determinati oggetti a causa del loro valore morale (oggetti votivi, fede nuziale) o a causa del bisogno che ne ha il debitore per poter continuare una vita normale (elettrodomestici...).

Leggi tutto...
Go to Top