La parola anatocismo sta a significare la capitalizzazione degli interessi su un capitale, in modo che siano produttivi di altri interessi (questi interessi vengono poi dichiarati composti). La legge italiana autorizza il pagamento degli interessi legali sulle quote di debito, che non sono state saldate a scadenza. 

Da sottolineare che il calcolo degli interessi in regime di capitalizzazione composta determina una crescita molto alta del debito. Logico dunque che in un'obbligazione pecuniaria l'applicazione dell'anatocismo comporta l'obbligo di pagamento del capitale e degli interessi pattuiti, oltre agli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già scaduti. 

Sebbene l'anatocismo sia un istituto conosciuto da tempo, la legge del nostro paese non ha raggiunto ancora un grado di completezza. Gli interessi scaduti infatti hanno la possibilità di produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale. È molto importante sottolineare il fatto che il codice civile vieta un regime di capitalizzazione composta degli interessi. 

Nel 1999 la Corte di Cassazione ha affermato la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale, portando come causa l’inesistenza di un uso normativo idoneo a derogare all'art. 1283 c.c.. Il legislatore ha modificato l'art. 120 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385 apportando in materia il principio della eguale cadenza di capitalizzazione dei saldi attivi e passivi. Ha dunque fissato una sanatoria per il pregresso. 

Dopo la sentenza della Consulta, datata ottobre 2000, un secondo decreto fu approvato il 29 dicembre 2000. Il decreto è l'interpretazione autentica della legge antiusura, la n. 108 del 1996. Venuta meno la norma transitoria la Corte di Cassazione ha continuato, con altre sentenze a ribadire il suo approccio più recente, estendendo i principi enunciati con riferimento al conto corrente bancario anche ai contratti di mutuo.

L’anatocismo al contrario dell’usura non è un illecito penale, bensì civile. Infatti per quanto riguarda l’usura non è mai approvata dal nostro codice civile e ha dei risvolti anche nel codice penale in quanto applica degli interessi troppo alti, l’anatocismo invece in alcuni casi è ammesso dal codice civile e chi lo pratica non commette nessun illecito penale.

L’anatocismo è ammesso quando gli interessi scaduti possono produrre interessi solo e soltanto dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.

Tasso di interesse

Il tasso di interesse non è altro che la somma dovuta come compenso per ottenere un capitale o secondo un altro punto di vista: costo del denaro. I tassi di interesse sono indicatori cruciali per i mercati finanziari.
Questo viene espresso in percentuale, e se il tasso d’interesse supera quello che viene deciso dal Ministero di Economia e Finanza trimestralmente, diviene tasso usurario.

Sanzioni

Con l’anatocismo non ci sono forti sanzioni, infatti si limitano alla restituzione delle somme estorte ingiustamente. Non esiste una modalità standard per il risarcimento. Il giudice può riconoscere il risarcimento per il danno esistenziale e biologico.

Al contrario dell’anatocismo, l’usura è penalmente perseguibile e le sue sanzioni vanno ben oltre la restituzione delle somme estorte. L’usura è un reato e come tale la giustizia applica una maggiore reazione rispetto ad un illecito civile.
Con questo reato si prevede l’apertura di un’indagine penale con l’intervento del Pubblico Ministero nei confronti dei possibili usurai, avendo un potere di indagine molto elevato.

Anche le sanzioni che provengono dal codice civile sono molto incisive ed aspre: infatti in caso di usura non sono dovuti gli interessi.
Anche le banche non sono esenti dal reato di usura, anzi, se questo reato viene commesso da un soggetto che si occupa di attività bancaria, le sanzioni sono ancora più dure ed è prevista un’aggravante specifica.

 





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