L’adempimento dell’obbligazione consiste nell’esecuzione a favore del creditore della prestazione dovuta dal debitore. Quest’ultimo annulla l’obbligazione. L’adempimento deve essere: esatto (fedele a quanto stabilito nel titolo dell’obbligazione), per intero (in linea con le norme dispositive di legge su qualità), nel luogo e nel tempo previsti per l’adempimento dell’obbligazione. La materia è disciplinata dal diritto privato.

Termini e soggetti delle obbligazioni

Prima di parlare di adempimento delle obbligazioni è bene capire cosa si intende per “obbligazione” in termini giuridici e chi sono i soggetti.
L’obbligazione è un vincolo giuridico che si crea tra due o più soggetti, - definiti creditore e debitore. Il suddetto vincolo prevede che il debitore s’impegni a compiere una prestazione a favore del creditore. Il creditore è, dunque, il soggetto attivo del rapporto e può pretendere l'esecuzione della prestazione, mentre il debitore è il soggetto passivo, colui che è tenuto alla prestazione.

Banalmente, si consideri il caso di una riparazione di un rubinetto i cui “attori” sono l’idraulico e il cliente. L’idraulico si impegna nella riparazione ed è il “debitore”, mentre il cliente che esige il lavoro è il creditore. L’impegno che il debitore si assume nell’adempiere all’obbligo deve essere svolto con diligenza, pertanto se l’idraulico realizza un lavoro incompleto o dannoso darà modo al cliente-creditore di pretendere l’assolvimento dell’obbligo o chiedere il risarcimento dei danni. Quest'operazione può essere “preteso” anche tramite il giudice. Nel caso del nostro esempio, il giudice può costringere l’idraulico ad eseguire la riparazione e in caso di rifiuto, la riparazione potrà essere effettuata da un altro idraulico ma a spese dell’inadempiente.

Questo esemplifica anche tutti gli altri casi, ivi inclusa l’obbligazione pecunaria, cioè il pagamento del debito.

La disciplina giuridica dell’adempimento

Come già esplicitato, quest'operazione deve essere:

  • esatto;
  • per intero;
  • nel luogo e nel tempo previsti;

Con l’adempimento termina l’obbligazione e viene meno sia la pretesa del creditore che l’obbligo del debitore.
Il codice civile dedica numerosi articoli all'adempimento (1176 e ss.) che ne disciplinano le regole: modalità, natura, legittimazione.

  • Modalità dell'adempimento: l’articolo 1176 stabilisce che nell'adempiere l’obbligazione, il debitore deve usare la «diligenza del buon padre famiglia». Nel caso in cui, nonostante la necessaria diligenza, l'obbligazione non sarà esattamente adempiuta (articolo 1218 c.c.) il debitore non andrà incontro a responsabilità per inadempimento.
  • Natura giuridica: l’adempimento non è un negozio giuridico, ma un atto giuridico in senso stretto in quanto è un atto dovuto pertanto non vi si applicano le regole del negozio giuridico quali, ad esempio, i vizi di volontà. Inoltre, non essendo negozio giuridico, l’adempimento è valido anche quando è adempiuto da incapace (art. 1191 c.c.) o da terzi (art. 1180 c.c.).
  • legittimazione a ricevere il pagamento: può accadere che il debitore paghi ad una persona diversa dal legittimo creditore. Il codice civile prevede che sia legittimato al pagamento:
    • il creditore;
    • il suo rappresentante o persona da lui indicata;
    • persona autorizzata dalla legge o dal giudice. Se il pagamento viene erogato a persona diversa da quelle sopraindicate, ciò non “libera” il debitore dal suo adempimento.

Può altresì accadere che il pagamento o prestazione sia evoluto a favore di un creditore apparente (art. 1189c.c.); in questo caso, il debitore potrà ritenersi libero dall’obbligo se riesce a dimostrare la sua buona fede.

Scadenze e termini

Il termine ultimo per l’adempimento è il tempo in cui deve essere fatta le prestazione. Secondo l'articolo 1183 c.c. se viene stabilito un termine, l’ adempimento deve essere eseguito entro il termine convenuto. In mancanza di un termine, la prestazione può esigersi immediatamente. L’inadempimento è in pratica la mancata esecuzione della prestazione. Non spegne l’obbligazione; il debitore è comunque obbligato a restituire il danno al creditore con il suo patrimonio.

Il debitore che non adempie deve allora risarcire il danno provocato; a meno che non dimostri che la prestazione è diventata improponibile per cause esterne. Il danno comunque è calcolato in base alla condotta, all’evento eall’elemento psicologico. Il risarcimento danni invece consiste in Lucro cessante e Danno emergente mentre le forme di risarcimento del danno sono rappresentate dalla reintegrazione in forma specifica e dal risarcimento per equivalente in denaro

 

Luoghi del pagamento

Qualora le parti non hanno stabilito un luogo per l’adempimento dell’obbligazione (art.1182 c.c.) o non vi sono le circostanze per desumerlo, occorre seguire le regole previste dal codice e sono le seguenti:

  • se l'obbligazione è di consegnare una cosa certa e determinata, la consegna deve essere adempiuta nel luogo in cui si trovava l’oggetto della consegna al momento del sorgere dell'obbligazione è sorta;
  • se l'obbligazione ha per oggetto una somma di denaro, questa deve essere adempiuta al domicilio che il creditore possiede al momento della scadenza dell'obbligazione. Se questo domicilio è diverso da quello che aveva il creditore al tempo del sorgere dell'obbligazione e il nuovo domicilio rende più gravoso l'adempimento, il debitore ha diritto, previa comunicazione al creditore, di eseguire il pagamento presso il proprio domicilio;
  • in tutti gli altri casi l'obbligazione deve essere adempiuta al domicilio che il debitore ha al tempo della scadenza.

La mora del debitore

La mora del debitore è infine un ritardo di una prestazione che può ancora essere effettuata. Il debitore è in mora per iniziativa del creditore. Ovvio dunque che la mora produce conseguenze dannose per il debitore (pagare interessi moratori).





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Decreto anti corona-virus: ecco i punti della manovra a sostegno dell’Italia

Il 16 marzo 2020 è stato approvato dalla Presidenza del Consiglio un maxi-decreto con misure urgenti economiche a sostegno delle imprese e delle famiglie nella lotta al corona-virus. Il decreto “Cura Italia” – così come è stato definito – contiene 122 articoli che toccano tutti i principali ambiti dell’economia e del welfare con uno stanziamento di 25 miliardi di euro che si auspica facciano leva sulle attività economiche e sulle famiglie comportando una mobilitazione pari a 350 miliardi in rapporto al PIL nazionale. Una manovra simile è allo studio anche in Germania dove sperano di mobilitare 550 miliardi, sempre in rapporto alle dimensioni del paese e del PIL. Le misure previste dal Cura Italia spaziano dalla sospensione dei mutui, alla cassa integrazione per tutti – vale a dire anche per le piccole e micro imprese – fino all’indennità da 600 € per le partite IVA. Vediamo di seguito e nel dettaglio i punti e gli argomenti messi in campo.

 decreto anti corona virus

Il meccanismo del decreto Cura Italia

Il decreto ha messo a disposizione 25 miliardi di euro, uno stanziamento che copre l’intera spesa già approvata dal Parlamento la settimana precedente il Cura Italia e che per mezzo delle garanzie statali agevolano l’accesso alla liquidità per le aziende prostrate dal lockdown provocato dalla sospensione di tutte le attività produttive, commerciali e lavorative a prevenzione del contagio da corona-virus, la pandemia virale che sta mettendo a dura prova le finanze, l’economia e i sistemi sanitari del mondo.

La manovra per contenere la perdita di produttività è stata definita poderosa dalla Presidenza del Consiglio, me ancora insufficiente perché a questo decreto farà seguito – nel mese di aprile – un’ulteriore piano di semplificazione e accelerazione degli investimenti. Le misure principali del decreto riguardano:

  • Sanità,
  • Lavoro,
  • Tasse (con la sospensione immediata già della scadenza IVA del 16 marzo);
  • mutui.

Le misure anti corona virus: sanità

Il settore sottoposto a maggior pressione nel corso della crisi innescata dal COVID-19 è indubbiamente il comparto sanitario e della protezione civile per cui è previsto un finanziamento di 1 miliardo e 150 milioni di € ciascuno. Complessivamente, il fondo per le emergenze nazionali è dotato di 1,65 miliardi. Un elemento da sostenere riguarda le risorse umane da mettere in campo per sostenere la ricerca e contemporaneamente affrontare i casi di malattia negli ospedali, per cui si prevede l’assunzione di 20 mila operatori sanitari e per il pagamento degli straordinari del personale in servizio sono stati stanziati 150 milioni di euro a cui si aggiungono 350 milioni per potenziare le reti assistenziali dei territori. La sanità privata è chiamata a contribuire con il proprio personale e le proprie strutture e apparecchiature. Per aumentare la “capienza” dei locali sanitari le Regioni possono deliberare di attivare strutture di ricovero temporanee per la cura, l’accoglienza e l’assistenza dei casi più seri che richiedono apparecchiature specifiche per le terapie intensive. In questo frangente, i medici in prossimità alla pensione possono decidere liberamente di posporre la data di pensionamento e contestualmente chi consegue la laurea in medicina non dovrà avviare l’iter di abilitazione alla professione perché potrà essere immediatamente immesso nel Sistema sanitario nazionale; ciò significa sbloccare nell’immediato circa 10.000 medici. In emergenza si può ricorrere anche a medici provenienti dall’estero.

Altre misure sono rivolte alle aziende produttrici di dispositivi medici (mascherine, guanti, strumentazioni) che beneficeranno di 50 milioni di finanziamenti supervisionati da Invitalia, l’agenzia degli investimenti in Italia.

Sul fronte della prefettura e protezione civile il decreto autorizza le autorità a requisire presidi sanitari e medico-chirurgici, beni mobili e immobili di ogni tipologia – ivi inclusi gli alberghi – per ospitare i cittadini in quarantena o isolamento. Inoltre, è previsto lo stanziamento  di risorse per l’arruolamento di un anno di 120 medici e 200 infermieri dell’Esercito Italiano, così come l’autorizzazione allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per la produzione di disinfettanti e prodotti battericidi (con un limite di spesa dii 704 000 €).

decreto Cura Italia anti corona virus

Cura Italia: misure per il lavoro

Dopo il comparto sanitario, il lavoro è l’ambito maggiormente sottoposto allo stress e shock da impatto del coronavirus. Le misure per sostenere le attività produttive e tutelare i lavoratori sono in gran parte l’estensione degli ammortizzatori sociali straordinari per tuto il Paese e in misura retroattiva a partire dal 23 febbraio – data della comparsa “ufficiale” del virus in Italia. Le aziende non potranno licenziare i dipendenti per 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, anche in caso di riduzione dei fatturati; allo stesso modo sono sospese le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio.

Le persone in quarantena o sottoposte a isolamento vigilato possono considerare il periodo equiparato alla malattia. Lo stanziamento è pari a 10 miliardi di euro per sostenere gli stipendi dei lavoratori costretti a rimanere a casa (una stima di 5 milioni) e per aiutare le famiglie con figli minori o con persone non autosufficienti a carico o da accudire a seguito della chiusura di centri di assistenza e scuole.

La cassa integrazione beneficerà di ulteriori 5 miliardi di finanziamenti e diventa universale, vale a dire concedibile a tutti i lavoratori e per la durata di 9 mesi. I datori di lavoro, dunque, che sospendono l’attività per comprovate ragioni riconducibili al COVID 19 possono presentare domanda di CIG ordinaria di integrazione salariale. Anche le aziende che già attuano la cassa integrazione straordinaria possono accedere al trattamento ordinario e il Fondo di integrazione salariale è rafforzato con un’iniezione di 1,3 miliardi, mentre la cassa integrazione in deroga viene potenziata con una dotazione di 3,3 miliardi da estendere a tutti i settori del privato (agricoltura, pesca e terzo settore – sono esclusi i lavoratori domestici).

I lavoratori nella pubblica amministrazione sono incentivati a lavorare a distanza utilizzando il piano ferie e i permessi e pe coloro che non possono assentarsi da lavoro è richiesto solo la disponibilità allo svolgimento dei servizi essenziali e preferibilmente tramite procedure telematiche online o telefoniche per chi è a contatto con l’utenza. I lavoratori con buste paga fino a 40.000 € e che continuano a lavorare, avranno un incremento di 100 € in busta paga senza che questo aumento contribuisca alla formazione del reddito.

Sul fronte del welfare, i genitori lavoratori e con figli fino a 12 anni o figli disabili senza limiti di età usufruiranno di un congedo parentale di 15 giorni estendibile anche ai lavoratori autonomi purché iscritti alla gestione separata INPS. Riconosciuta anche l’indennità al 50% della retribuzione: la dotazione è di 1,2 miliardi. Infine, previsti il bonus baby sitter di 600 €  (1000 € per medici e tutto il personale sanitario) con godimento di 12 giorni di permesso retribuito (legge 104) nei mesi di marzo e aprile per uno stanziamento ulteriore di 550 milioni.

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