Il pacchetto di riforme varato dal governo Monti riserva un grande spazio alla liberalizzazione, vista come uno degli sprint necessari per la ripresa economica del Paese. Sì è già parlato della liberalizzazione delle professioni, ma poco ancora è stato detto riguardo ai cambiamenti che disciplinano la vendita della carta stampata e quindi, nello specifico, alla liberalizzazione degli esercizi di vendita, le edicole.

Cerchiamo di analizzare i vari articoli di cui si compone il capo sulla liberalizzazione e comprendere cosa cambia con la nuova riforma.

Monti: la fase 2 del Decreto Salva Italia

È stata diffusa una prima bozza di 28 articoli del testo prevalentemente sulla liberalizzazione che il Parlamento dovrebbe approvare a giorni. Sembra scattare così la fase 2 del decreto Salva-Italia del premier Mario Monti. La promozione della concorrenza in tutti gli ambiti, specialmente nei servizi pubblici, sembra avere un'importanza particolare; tuttavia spicca anche un comma 1bis sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: sostanzialmente l'idea è di abolire l'obbligo di reintegro, in caso di fusione tra due o più imprese, se il numero complessivo di dipendenti è inferiore a 50.

Governo Monti

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Il Governo Monti è stato il sessantunesimo governo della Repubblica Italiana, il secondo ed ultimo della XVI Legislatura. È rimasto in carica dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, per un totale di 529 giorni, ovvero 1 anno, 5 mesi e 12 giorni. Il governo è stato nominato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 16 novembre 2011 in seguito alle dimissioni di Silvio Berlusconi del 12 novembre e la caduta del suo IV Governo.

Monti, al momento della formazione del suo Governo, era considerato da alcuni osservatori un "tecnico", non essendo mai stato parte di alcun partito, né del parlamento italiano prima del 9 novembre 2011, quando fu nominato senatore a vita dallo stesso Napolitano. Secondo altri gli incarichi ricoperti prima nella Commissione Santer, nel ruolo di Commissario europeo per il mercato interno e i servizi (1995-1999) e poi nella Commissione Prodi, come Commissario europeo per la concorrenza (1999-2004), lo avrebbero reso un politico a tutti gli effetti.

Il governo Monti è stato il secondo governo tecnico nella storia repubblicana dopo il governo Dini. Il Governo Monti viene giudicato un governo tecnico d'emergenza dalla stampa internazionale. Nell'ambito della forte crisi economica che avvolge il paese assieme ad altri paesi dell'eurozona. Il nuovo Presidente del Consiglio, durante il primo discorso al Senato, ha definito il suo un "governo di impegno nazionale".

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 17 novembre 2011 con ben 281 voti favorevoli. Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 18 novembre 2011 con 556 voti favorevoli, 61 contrari e nessun astenuto.

Viene per lo più ricordato per le misure di austerità introdotte per fronteggiare nel breve periodo la crisi del debito scongiurando il rischio di default, spesso però fonte di forti critiche da parte dell'opposizione e dei sindacati come nel caso della discussa riforma Fornero.

La liberalizzazione sulle professioni

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Il governo Monti abolisce in modo definitivo le tariffe professionali, minime o massime che siano, comprese quelle dei notai, favorendo la liberalizzazione delle attività. Proprio per la classe notarile, tra l'altro, la norma prevede un incremento di 500 posti da notaio all'anno fino al 2013. Tutti i professionisti, esclusi i medici del servizio nazionale, avranno l'obbligo di concordare preventivamente con il cliente il conguaglio per la prestazione richiesta, così come avranno l'obbligo di indicare l'assicurazione per eventuali danni causati all'utente. In linea di massima, sono abrogate "autorizzazioni, licenze, nulla osta" per chiunque intenda avviare una qualsiasi attività economica. Nello specifico, il praticantato per accedere a determinate professioni potrà svolgersi già nell'ultimo biennio universitario, ben prima della laurea.

Gli pubblici servizi

I benzinai proprietari della pompa di distribuzione potrebbero acquistare benzina, gasolio e gpl anche da produttori diversi da quello del marchio adottato nell'impianto. I distributori, con la liberalizzazione, si trasformeranno quasi in piccoli mercati, dove sarà possibile comprare tabacchi, giornali e altri generi diversi dal greggio.

I vecchi gestori delle spiagge possono iniziare a piangere. In linea con la competitività auspicata da Monti scomparirà il diritto di prelazione per coloro che avevano ottenuto la gestione per appezzamenti di demanio marittimo: le cessioni non potranno durare più di quattro anni, allo scadere dei quali gli eventuali rinnovi dovranno comunque passare per gare di appalto che si vinceranno in base all'offerta più vantaggiosa economicamente.

L'Autorità sulla vigilanza per contratti pubblici deciderà, dall'approvazione in poi, il numero di licenze taxi per ogni Comune e gli importi delle tariffe autostradali. L'Ente assumerà inoltre competenze su autostrade, ferrovie, aeroporti, porti e altri tipi di mobilità a essi correlati. A questo proposito anche la Rete ferroviaria italiana verrà scorporata e tornerà in mano al Ministero dell'Economia.

Altre tipologie

I commercianti con la liberalizzazione vedranno l'abolizione dell'obbligo preventivo di comunicazione all'amministrazione per tutto ciò che riguarda le promozioni: saranno liberi, in parole povere, di praticare sconti sui propri prodotti senza vincoli di entità e di durata. Questa nuova legge varrà per ogni tipo di negozio, grande o piccolo che sia.

Gli articoli della Riforma Monti per le edicole

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L’articolo “e” rinnova il sistema di fornitura dei prodotti di stampa quotidiana e periodica, lasciando alla discrezionalità dell’edicolante l’accettazione o meno dei prodotti complementari ai quotidiani e alle riviste. Inoltre ogni edicolante potrà decidere di vendere altri prodotti presso il proprio esercizio, seguendo le direttive della norma attualmente vigente.

L’articolo successivo lascia la scelta alle edicole di praticare sconti sulla merce e, cosa importante, di utilizzare il valore della merce presa in conto vendita e rimasta invenduta e quindi restituita al distributore, come anticipo per nuove partite di merce. Questo facilita molto il rivenditore poiché può rientrare con le spese anche quando c’è merce non venduta e non perdere neanche parte del capitale di partenza con il quale l’aveva acquistata.

L’articolo “d” riguarda gli obblighi in materia di pluralismo informativo ed assume che l’edicolante ha il dovere di offrire in egual misura ogni tipo di quotidiano o rivista di informazione, senza eccedere o difettare nelle quantità evitando di esporsi all’accusa di pratica commerciale sleale.

I due articoli successivi servono da conclusione dell’intero capo e annullano le clausole contrattuali che potrebbero essere in contrasto con la nuova normativa. Altra novità introdotta dalla riforma Monti sulle edicole è l’abbandono della clausola che prevedeva un limite minimo della superficie dell’edicola o di qualunque altro negozio non esclusivamente addetto alla vendita della stampa.

Le attività economiche

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Il Governo Monti non solo si è occupato della liberalizzazione delle edicole, ma anche della liberalizzazione delle attività economiche. Esso viene definito nell’articolo 1 del Decreto Legge nel quale sono state abrogate le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta per l’avvio di un’attività economica non giustificati da un interesse generale, costituzionalmente rilevante e compatibile con l’ordinamento comunitario secondo il principio di proporzionalità.

Il Governo è autorizzato ad adottare entro il 31 dicembre 2012 uno o più regolamenti, per individuare e disciplinare i requisiti per l’esercizio delle attività economiche, i termini e le modalità per l’esercizio dei poteri di controllo dell’amministrazione, individuando le disposizioni di legge e regolamentari dello Stato che vengono abrogate a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti stessi.

Sono esclusi i servizi di trasporto di persone e cose su autoveicoli non di linea, i servizi finanziari, i servizi di comunicazione, e le attività specificamente sottoposte a regolazione e vigilanza di apposita autorità indipendente.”

Speriamo che il nostro articolo sulla liberalizzazione vi sia stato utile.


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