Se stai pensando di dare avvio alla tua attività lavorativa sappi che non potrai iniziare con prestazione occasionale ma dovrai aprire partita IVA. Oggi scopriamo come essere in regola con il Fisco?

Sono tanti i portali web che sostengono la possibilità di avviare la propria attività lavorativa con prestazione occasionale. Nulla di più sbagliato perché questo regime fiscale con ritenuta d’acconto non è utilizzabile come una partita IVA! Una delle regole principali per poter usufruire della ritenuta d’acconto è il rispetto dell’occasionalità. Questo significa che se prevedi di fare della tua professionalità la principale fonte di reddito il primo passo da compiere dovrà essere aprire partita IVA.

Compiere il passo di aprire partita IVA è importante anche perché la prestazione occasionale prevede dei limiti che rendono addirittura poco conveniente non avere partita IVA. Sempre nella consapevolezza che lavorare con prestazione occasionale significa rispettare il principio di occasionalità, ci sono dei limiti che devono essere rispettati:

  • non superare i 5000€ di guadagno annuo;
  • non superare i 30 giorni di collaborazione per ogni datore di lavoro;
  • non effettuare nessun tipo di pubblicità per la propria attività;

Come potrai vedere la prestazione occasionale non può essere utilizzata per avviare una attività lavorativa continuativa. Per questo è necessario aprire partita IVA e oggi analizzeremo il Regime Forfettario, un regime agevolato che permette di usufruire di importanti agevolazioni fiscali, soprattutto nei primi anni di attività. Vedremo, inoltre, come poter aprire partita IVA per i liberi professionisti.

Regime Forfettario: la partita IVA agevolata

Grazie ad una legge del 2016, in sostituzione del vecchio regime dei minimi, è stato introdotto il regime forfettario. È questo il regime agevolato messo a disposizione dei contribuenti che possono accedervi, però, solo se rispettano determinate caratteristiche. In particolare modo è necessario rispettare dei limiti di ricavi annui che in media si aggirano intorno ai 30.000€ annui. In realtà esiste anche un altro limite per poter accedere al regime forfettario: sono esclusi tutti coloro che fanno parte di Società di persone, Società di capitali, Associazioni e Cooperative.

Per conoscere il proprio limite annuo di ricavi è necessario individuare il proprio codice ATECO che definirà, sempre nel regime forfettario, anche il coefficiente di redditività.

Il Codice ATECO e le imposte del regime forfettario

Il codice ATECO è una combinazione alfanumerica che identifica tutte le attività lavorative presenti in Italia. Attraverso questo codice sarà possibile identificare sia il limite di ricavi annui per il regime forfettario ma anche il coefficiente di redditività. Tale coefficiente nasce dall’esigenza di determinare una percentuale di detrazioni per il regime forfettario. Questo infatti, a differenza del regime ordinario e semplificato, non permette di detrarre le spese sostenute per l’attività. Proprio per questo è stato pensato il coefficiente di redditività, una detrazione forfettaria differente per ogni tipologia di attività lavorativa. È con questo coefficiente che si definisce l’imponibile tassabile nel regime forfettario.

Come posso aprire partita IVA?

Definito il giusto regime fiscale e il codice ATECO più adatto alla tua professione, potrai finalmente aprire partita IVA. Sono due i metodi per aprire partita IVA: online e offline.

Online attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate e offline direttamente negli uffici dell’Agenzia delle Entrate, muniti di carta d’identità e modello AA9/12 ben compilato e registrare la propria partita IVA. Il modello vi richiederà tutti i dati anagrafici e della professione. Il modello con il documento potrai consegnarlo direttamente all’agenzia in duplice copia oppure:

  • in copia singola tramite raccomandata a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • per via telematica direttamente dal contribuente.

La compilazione del modello AA9/12 è importante perché caratterizzerà la tua attività. Per questo potresti chiedere aiuto a Fiscozen per aprire partita IVA che si occupa direttamente di tutto tramite i loro operatori. Vengono registrati tutti i tuoi documenti in 24h e gratuitamente dopo aver scelto un piano in abbonamento e parlato con un operatore dedicato per la compilazione dei dati del modello AA9/12.

Ora che hai aperto partita IVA puoi iniziare a lavorare!

Ora che hai aperto partita IVA puoi emettere le prime fatture. Ricorda però che entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA, dovrai registrarti presso la cassa previdenziale di riferimento. Se la tua attività non prevede una cassa previdenziale dedicata dovrai iscriverti alla gestione separata INPS Questa, infatti, non è uguale per tutti e dipende dalla tipologia di lavoro. Se la compilazione del modello AA9/12 per aprire partita IVA e l’iscrizione alla cassa previdenziale ti sembra troppo complesso, puoi fare riferimento a Fiscozen.





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La Legge di Stabilità entra in vigore il 2009 in sostituzione dell’allora Legge Finanziaria per via dell’approvazione del Federalismo Fiscale. La Legge di Stabilità è rimasta fino al 2016 il documento economico e finanziario più importante costituito da un insieme di norme sull’ordinamento delle spese, le entrate, il deficit e norme finanziarie in coordinamento con le attività economiche delle singole regioni, province e comuni e in abbinamento alla Legge di Bilancio che era il documento contabile preventivo con il quale il Governo comunicava al Parlamento le entrate e le uscite previste specificando nel dettaglio le coperture finanziarie. La Nuova Legge di Bilancio – entrata in vigore nel 2016 – riunisce in un unico documento sia la Legge di Stabilità che la Legge di Bilancio e segue un solo iter parlamentare, invece che due.

Le tappe burocratiche

La Legge di Bilancio si presenta in Parlamento dopo un mese dall’approvazione del DEF. Per l’anno 2019, l’iter di approvazione segue il seguente calendario:

  • 27 settembre 2018: presentazione del DEF, Documento di Economia e Finanza.
  • 15 ottobre 2018: entro un mese dalla presentazione del DEF, il Parlamento discute per l’approvazione della Nota propedeutica alla Legge di Bilancio, questa fase dura circa 15 giorni ed è un momento delicato in cui il Parlamento deve approvare o meno eventuali importanti scostamenti dagli obiettivi di bilancio, come si è verificato per la Legge di Bilancio 2019, in cui il Parlamento ha dibattuto per l’approvazione dell’aumento del deficit pubblico come soluzione espansiva per avere maggiori risorse finanziarie da investire.
  • 15 ottobre 2018: contestualmente alla presentazione del DEF in Parlamento, il testo deve essere inoltrato all’UE e segna l’inizio di una nuova fase dell’iter di approvazione. Nel Testo inviato alla Commissione Europea e all’Eurogruppo, il Governo deve specificare gli obiettivi per l’anno successivo, le misure da adottare e le coperture finanziarie per applicare le misure. L’Unione Europea ha tempo fino al 30 novembre 2018 per esprimere un parere e fino alla primavere del 2019 per emettere un giudizio definitivo sulla manovra presentata dai singoli Stati membri.
  • 20 ottobre 2018: il Governo è obbligato a presentare un Disegno di Legge Il documento deve contenere tutti gli interventi e la quantificazione economica per adempiere agli obiettivi prefissati.
  • 31 dicembre 2018: il Governo deve ottenere l’approvazione definitiva da parte del Parlamento sulla nuova Manovra.

Una volta approvata, la Legge di Bilancio entra in vigore dal 1° gennaio 2019 con la Pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Nel corso dell’iter di approvazione della Manovra, non sono escluse ipotesi di modifica al Testo in ottemperanza delle richieste provenienti dal Parlamento e in base alle indicazioni fornite dall’Unione Europea.

Quali sono i contenuti della Legge di Bilancio 2019

La legge di Bilancio presentata si aggira sui 20-25 miliardi di spesa e introduce misure nuove in materia di fisco, lavoro, pensione, IVA. La bozza conta 115 articoli che prevedono le seguenti misure:

Fisco:

  • Blocco dell’aumento dell’IVA;
  • Riforma Scaglioni IRPEF;
  • Flat Tax al 15% per le Partite IVA con ricavi fino a 65.000 € e start up con titolari under 35 o over 55;
  • Flat tax al 15% per professori di ogni ordine e grado;
  • Pace fiscale;
  • Rimodulazione bonus 80 € per la famiglie;
  • Proroga Bonus Casa per ristrutturazioni, ed ecobous;
  • Proroga iperammortamento.

Lavoro

  • Avvio del Reddito di cittadinanza con nuovo sussidio alla povertà;
  • Riforma delle Pensioni;
  • Bonus assunzione giovani;
  • Bonus assunzione laureati, dottori di ricerca under 30, per assunzioni a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2019 con sgravi contributivi fino a 8000 €;
  • Concessione terreni gratuiti per 20 anni a famiglie con un terzo figlio in arrivo dal 2019, 2020 e 2021.

Finanza

  • Mutui a tasso zero fino a 200 000 € per le famiglie che acquistano terreni per la prima casa, allo scopo saranno destinati il 50% dei terreni agricoli demaniali.
  • Cedolare secca al 21% per negozi C1 sotto i 600 m2.
  • Cancellazione blocco aumenti per addizionali comunali (IMU, TASI …)
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