In questi anni, diverse volte abbiamo sentito parlare direttamente o magari in TV di sanzioniamministrative comminate e quindi elargite a determinati soggetti o società, aziende o imprese attraverso una multa. Un esempio possono essere quelle che periodicamente vengono sanzionate agli automobilisti per eccesso di velocità oppure per un parcheggio in luogo vietato. Per le società, aziende o imprese, invece, può accadere di essere sanzionate per comportamenti illeciti, quali ad esempio quelli lesivi della legittima concorrenza in un mercato commerciale. Cerchiamo di approfondire meglio cosa sia in effetti tale sanzione.

La multa, è una pena pecuniaria, ossia un a pena in cui si obbliga il pagamento al fisco di una somma di denaro alla pubblica amministrazione. Questa tipologia di pena, viene utilizzata molto frequentemente nelle società, aziende o imprese contemporanee, dove si tende ad utilizzarla per punire reati meno gravi o comunque per reati un po’ più gravi, in aggiunta della pena detentiva (l’incarceramento).

Tuttavia, bisogna fare attenzione a non confondere, come purtroppo spesso succede, la multa amministrativa dall'ammenda. Infatti, mentre la prima è prevista per i delitti, la seconda soltanto per le contravvenzioni. I delitti sono dei reati più gravi rispetto a queste ultime e vi rientrano, tra gli altri, il furto e la truffa, mentre nelle altre ipotesi più criminose (come l'omicidio ad esempio), possono condurre all'ergastolo, oltre che alla multa appunto.

Il Codice penale italiano, precisa chiaramente che una multa consiste nel pagamento allo Stato e al fisco di una cifra che non sia inferiore ai 50€ e che non sia superiore ai 50.000€. Come abbiamo già detto, per alcuni diritti la pena che verrà assegnata al facitore di tali delitti, è la multa, mentre per altri delitti, la multa sarà applicata in congiunzione o alternativamente alla pena di reclusione, ma in caso la reclusione fosse minore di sei mesi, potrà essere sostituita dal giudice o magistrato, tramite sentenza, solamente con una multa.

La cifra da pagare per una multa, può variare in base alle condizioni economiche del multato. Infatti, secondo l’articolo 133 bis, il giudice o magistrato, tramite sentenza potrà aumentare la multa stabilita fino al triplo della cifra iniziale, oppure diminuirla fino ad un terzo della cifra iniziale, quando viene ritenuto, in base alle condizioni economiche del multato, che la cifra stabilita per la sanzione di un reato sia inefficace sia se il pagamento è troppo elevato, sia se il pagamento è ritenuto insufficiente.

Inizialmente, secondo l’articolo 136, il mancato pagamento al fisco di una multa, si trasformava automaticamente nella pena di reclusione. La Corte costituzionale però, nel Novembre del 1979, annullò questa normativa. Ora, l’articolo 102 della legge dice che la multa non pagata per insolvibilità da parte del multato, si trasformerà in libertà controllata oppure se il multato lo richiede, in lavoro sostitutivo.

Il ragguaglio ha luogo calcolando un giorno di libertà controllata per ogni 38 euro o frazione di multa e un giorno di lavoro sostitutivo per ogni 25 euro o frazione di multa. Sia che abbia scelto la libertà controllata, sia se abbia scelto il lavoro sostitutivo, il condannato potrà scegliere di far cessare la pena sostitutiva pagando la cifra totale della multa, aggiungendo quindi i propri soldi al ragguaglio guadagnato scontando la libertà controllata o il lavoro sostitutivo.

Per coloro che volessero conoscere in maniera più approfondita l'argomento delle multe nell'ambito del Codice Penale, si può fare riferimento agli articoli 24, 133 bis e 136 (che parlano della multa appunto, delle condizioni economiche del reo e delle modalità di conversione delle pene pecuniarie) e 172, 196 e 197 (che riguardano l'estinzione della multa amministrativa per decorso del tempo e dell'obbligazione civile delle multe per le persone fisiche e giuridiche). Tuttavia, esiste anche una sorta di possibilità per non pagarle o pagarne soltanto una quota.

Il condono delle multe è uno dei classici stratagemmi all'italiana, con il quale privati cittadini e Pubblica Amministrazione, raggiungono un accordo in ordine a pregressi comportamenti irregolari dei primi, sanzionati dalla seconda.

Ilcondono delle multe non è una sanatoria tout court delle multe prese in esame. Di solito riguarda parti di esse, per esempio la parte concernente gli interessi di mora maturati dal giorno della scadenza che, a distanza di anni, non son proprio bruscolotti. Grazie alla autonomia decentrata, da qualche anno spetta ai singoli Comuni disporre il condono delle multe e i tratti salienti che esso deve avere: campo d'azione e tempi in primis.

Alcuni sì altri no: cosa dice la legge

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Spesso l'opinione pubblica italiana, si è divisa sulle forme e i contenuti dei condoni. Il giudizio, più o meno negativo, da parte di un giudice o magistrato, tramite sentenza, è stato inversamente proporzionale al bacino d'utenza beneficiario del condono delle multe. Quindi i "condoni delle sanzioni penali" (indulti), riguardando pochi cittadini, sono stati invisi all'opinione pubblica e hanno generato violente polemiche.

Mentre i "condoni fiscali" (come appunto quello delle multe), investendo dei loro benefici porzioni più ampie della società, aziende o imprese, non hanno sollevato le stesse polemiche e sono stati accolti con maggior favore. 

Condono delle Multe: perchè?

Cosa spinge una Pubblica Aministrazione a proporre un condono delle multe? Si sa, la burocrazia è un mostruoso leviatano, farraginoso ostacolo per il privato cittadino, ma anche impedimento di corretto funzionamento per la Pubblica Amministrazione. I tempi lunghi della giustizia, la burocrazia, i cittadini reticenti, i ricorsi e gli errori, rendono spesso irto di ostacoli il percorso della riscossione delle multe comminate dalla Pubblica Amministrazione.

E la prescrizione è sempre in agguato. Il condono delle multe è semplicemente il mezzo più semplice per rimpinguare le casse comunali in tempi rapidi. La P.A. rinuncia al proprio ruolo, premia il cittadino reticente rispetto a quello onesto. I termini del condono delle multe(dell'accordo) sono dettati dalla Pubblica Amministrazione, ma affinchè vi sia una buona adesione da parte dei cittadini, i termini dovranno essere appetibili: è così che la questione si traduce in un Saldo di Fine stagione. 

Aspettiamo il prossimo?

condono delle multe

La tentazione potrebbe esserci. I telefilm americani ci hanno suggerito di riempire il cruscotto delle nostre auto di multe non pagate. È una soluzione accettabile? Ogni cittadino ha diritto di aderire ai condoni, poichè espressione di legalità dello Stato, seppur moralmente controversi.

Ma ogni cittadino ha anche il diritto di pagarle, le multe. Sempre opporsi con forza e fierezza agli abusi e soprusi che la Pubblica Amministrazione perpetra quotidianamente nei confronti dei cittadini: mai pagare multe ambigue, sotto l'atavico ricatto "reagire costa più che pagare". Allo stesso modo, se nella buca delle lettere troviamo la tanto temuta multa di quella volta che siamo passati con il rosso, paghiamola, che è meglio.

Recentemente il governo ha previsto proprio la possibilità di effettuare una sorta di condono, chiamato "Pacificazione Fiscale", destinato a coloro che si ritrovano il bollo o delle multe stradali non pagate. Le ipotesi riguardano la cancellazione totale del debito per delle cartelle non pagate tra il 2000 ed il 2010 e di importo inferiore ai 1.000 Euro oppure, per quelle superiori a tale cifra, si cancelleranno le more e gli interessi. E' prevista una scadenza per accedere a tale condono ed un'eventuale rateizzazione valida per legge.
In questi ultimi vent'anni, d'altronde, i diversi governi succedutisi alla guida del Paese hanno offerto diverse opportunità di condono delle multe ai propri cittadini, per quanto riguarda diverse tipologie di delitti, più o meno gravi. Di conseguenza, sebbene la tentazione di aspettare e vedere di rientrare in qualcuno di tali condoni sia grande, il rispetto e l'etica sociale vorrebbe che le multe, quelle giustamente comminate, siano comunque da pagare.

Il condono fiscale: quando e come si applica questa procedura?

Di norma, per sanare una posizione è necessario effettuare il pagamento di una determinata quantità di denaro. La quantità di denaro da pagare può variare a seconda dell'entità di ciò che va condonato, e della tipologia di reato effettuato.

Il condono fiscale ha anche un proprio raggio d'azione, determinato dal Governo che lo vara. Il governo, dunque, stabilisce i limiti del condono fiscale, determinando le tipologie di reati cui è applicato e i comportamenti che rientrano nell'ambito di ciò che può essere condonato.

Naturalmente, il cittadino può decidere liberamente se aderire o meno ad uno di essi.

Le regole per condonare a livello edilizio

Con il condono edilizio si può raddrizzare l’abusivismo nell'ambito delle regole di costruzione, di ampliamento o di modifica edile. Secondo il giudici, il valore giuridico della concessione edilizia si esaurisce nell’ambito del rapporto pubblicistico tra Comune e privato richiedente.

Rappresenta poi uno strumento con il quale chi ha esportato capitali all'estero può reintrodurli in Italia pagando un'ammenda. Un governo diffonde un condono fiscale per assicurarsi un consistente afflusso di denaro extra nelle casse dello Stato.

Seguono di solito riforme dell'intero sistema tributario (si applica questo provvedimento al fine di tagliare i ponti con il passato). Da sottolineare che sono provvidenziali per smaltire tutte le pratiche legali ed i contenziosi che si estendono per anni nei tribunali.

Condonare significa dunque saldare per cancellare pene o sanzioni ben più gravi di quelle che si rischia d'affrontare se non si effettua la sanatoria; contiene infine anche molti elementi di pragmatismo. Diventa uno strumento di equità se conseguente ad una importante riforma del sistema tributario.

L'importanza di sanzionare i reati tributari

Nell'ordinamento giuridico italiano i reati tributari fino al 2015 erano disciplinati dal decreto legislativo n. 74 del 2000 a cui l'anno scorso si è infatti sostituito una nuova disciplina che ha apportato molti cambiamenti.

Ma cosa sono i reati tributari? In questa categoria rientrano i reati connessi alle dichiarazioni fiscali e agli adempimenti contabili e documentali. Questo tipo di reati non solo comportano un comportamento scorretto da parte del contribuente, ma creano anche un grave danno all'erario: è dunque necessario individuare i rei per frenare la dilagante evasione fiscale, questa infatti non solo paralizza lo stato ma rende impossibile l'erogazione dei servizi basilari o la realizzazione di opere pubbliche o il pagamento dello stato verso le aziende presso cui è indebitato, scaricando sui cittadini i suoi debiti. Il danno ultimo quindi, è proprio per gli stessi cittadini. Proprio nell'ottica del danno collettivo è stata varata la disciplina del 2015.

Novitá 2021

Durante il 2020, il governo ha emanato diversi provvedimenti, anche di natura fiscale, per cercare di non opprimere i cittadini italiani col pagamento di vari tributi, proprio durante la pandemia da Covid19. In alcuni casi, si sono rinviati i pagamenti di alcune tasse, mentre, in altri, si è voluto far versare quanto dovuto dai contribuenti, ma senza il pesante fardello di interessi e mora per il ritardato pagamento delle imposte o cartelle esattoriali. Quindi non un condono fiscale, ma un'iniziativa di altra natura. Ció per non tartassare gli italiani, in un momento difficile per il Paese.

cuneo fiscale

In questi anni, non si parla di condonofiscale, ma di cosiddetta "pace fiscale". Questa tende a non voler colpire in maniera diretta e pesante i contribuenti che siano in ritardo col pagamento di cartelle esattoriali, multe o imposte varie, ma mira ad agevolarne il versamento (anche attraverso una rateizzazione), al fine di ottenere delle entrate finanziarie e ridurre il contenzioso in corso tra lo Stato e tali contribuenti particolari. Ad esempio, il provvedimento "Decreto Ristori quater" ha previsto delle proroghe per tali pagamenti, definiti come "rottamazione" ter e quater.

Per il 2021, comunque, è allo studio una nuova pace fiscale. Questa prevedrebbe un ulteriore prolungamento dei tempi di pagamento ed una sorta di sconto per le cartelle esattoriali per soggetti "fragili", quindi per quelle persone rientranti in categorie economiche colpite in maniera notevole dalle conseguenze della pandemia. Naturalmente non si vuole realizzare un nuovo condono fiscale, ma aiutare quei contribuenti con delle morositá involontarie o incolpevoli. Difatti, le agevolazioni del Decreto Ristori Quater sono state prorogate fino al 1º Marzo 2021.

Come si puó notare, quindi, in questi anni si è passati dall'applicazione, spesso disinvolta, di un condono fiscale alla ricerca della pace fiscale. Un modo del tutto nuovo per cercare di ottenere il pagamento di imposte o cartelle esattoriali arretrate e la conclusione di eventuali contenziosi tra Stato e contribuenti morosi. Mentre il condono fiscale degli anni scorsi era meno giustificato, con gli effetti economici negativi della pandemia la pace fiscale sembra essere una procedura maggiormente comprensibile e giustificabile, soprattutto per alcune categorie di soggetti. 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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